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Harry's Bar | Venezia

Presentazione

La storia dell’Harry’s Bar comincia nel 1929.

Il giovane studente americano Harry Pickering, trasferitosi negli anni Venti a Venezia con una zia per tentare di curarsi da un inizio di alcolismo, venne da questa piantato in asso con pochissimi soldi dopo un litigio.

Giuseppe Cipriani, all'epoca barman nell'Hotel Europa in cui risiedeva l'americano, impietosito dalla vicenda prestò al giovane 10.000 lire, somma considerevole per l'epoca, per consentirgli di rientrare in patria.

Qualche anno dopo, il giovane Harry Pickering, guarito dall'alcolismo, tornò a Venezia e, rintracciato Cipriani, in segno di gratitudine gli restituì l'intera somma aggiungendovi 30.000 lire perché potesse aprire una sua attività in proprio.

Cipriani decise quindi di chiamare il suo locale "Harry's Bar" in onore del suo benefattore, inaugurando la sua attività al pianterreno di un magazzino di cordami abbandonato il 13 maggio 1931, di venerdì: il locale diventerà famosissimo in tutto il mondo.

Uno spazio piccolo 50 metri quadrati, sulla riva del bacino di San Marco, accanto alla Piazza più bella del mondo. Pochi tavolini tondi, sedie comode, tutto in proporzione all'ampiezza del locale, compresi piatti, posate e i bicchieri.

All’inizio era un bar che tutto il bel mondo dell’epoca prediligeva, non solo per i magnifici cocktails e appetitosi sandwiches che Giuseppe inventava, ma soprattutto per l’atmosfera che vi si respirava. Hemingway adorava l’Harry’s bar e ogni volta che soggiornava a Venezia aveva un tavolino tutto suo in un angolo.

Piano, piano con gli anni diventa anche un ristorante che propone all’inizio pochi piatti della cucina tradizionale con due caratteristiche come componenti essenziali: la leggerezza e la delicatezza. Famosi fra questi i tagliolini gratinati, i risotti, gli scampi Armoricaine e Thermidor e le crêpes alla crema.

Così miniaturizzato, ma elegante, leggero e ben equilibrato, l'Harry's Bar è diventato nei successivi 69 anni uno dei ristoranti più famosi del mondo. Da qui sono passati re e regine, artisti e più in generale i cultori della cucina italiana o meglio ancora veneziana. E come Hemingway e Orson Welles, gli amanti dei cocktails e della vita del bar.

Il primo, rimasto anche l'unico, libro degli ospiti contiene tra le altre le firme di Guglielmo Marconi, Arturo Toscanini, Georges Braque, Truman Capote, Charlie Chaplin, Peggy Guggenheim, Barbara Hutton, Somerset Maugham.

La gestione del bar, dopo il ritiro di Giuseppe Cipriani, è passata al figlio Arrigo che, da più di 35 anni dirige attualmente l’Harry’s Bar. Con la sua passione, la sua cortesia, il suo senso innato dell’ospitalità ed il piacere per la confortevole semplicità continua l’impronta paterna dando al locale uno stile inimitabile.

Chi vi entra per la prima volta non può fare a meno di ritornarci, non solo per la sua cucina eccelsa, ma anche perché ci si sente veramente come a casa propria.

Il Ristorante di Venezia "Ristorante Harry's Bar" si trova a Venezia Centro Storico, nel quartiere .