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Porta Est di Venezia

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Viene definita Porta Est di Venezia la zona est di accesso alla città che comprende:

Le strade che attraversano la Porta Est di Venezia sembrano seguire il reticolato originale dell'Impero Romano. E' per questo che a Venezia il patrimonio archeologico dell'età antica si suddivide tra i paesini che compongono la Porta Est della città: un tempo territorio commercialmente strategico proprio per le celeberrime Via Annia e Via Claudia Augusta che collegavano Roma alle principali città della penisola. Con tali premesse il territorio della Porta Est favorì l'insediamento di comunità paleovenete fin dal V secolo a.C.

In auto è facilmente raggiungibile il primo paese della Porta Est, Marcon, imboccando da Mestre la tangenziale in direzione Quarto d'Altino. Si tratta di un agglomerato urbano in continua espansione quello di Marcon, contornato da paesaggi di campagna e attraversato dai fiumi Dese e Zero. E' il polo commerciale sviluppatosi nell'ultimo decennio ad averne aumentato progressivamente la densità di abitanti; magazzini, aziende artigiane, negozi e i vicini aeroporto e autostrada costituiscono un'insieme di attrattive sempre più efficaci. Prima del risanamento del XVI secolo l'antica Marconio, nome originale dell'insediamento paleoveneto di Marcon, era un insieme di boschi e paludi inabitabili. Fu il dominio napoleonico a proclamarlo comune autonomo nel 1807. La storia di questa comunità fu però annebbiata dall'incendio che durante la guerra di liberazione distrusse il municipio e il suo archivio, privando Marcon della sua memoria recente.

A pochi chilometri di distanza il borgo agricolo di Quarto d'Altino si affaccia alla laguna di Venezia lasciandosi solleticare dal fluire del Sile. Qui la frazione di Altino testimonia l'esistenza di un'antica città romana che sorgeva a sud dell'insediamento urbano. E' una delle più interessanti risorse culturali del territorio veneziano, una meta archeologica di primo rilievo. Dal V secolo la comunità paleoveneta di Altino entrò a far parte dei possedimenti romani, ma nel secolo successivo i suoi abitanti furono costretti alla fuga per sottrarsi all'ira degli Unni e dei Longobardi invasori. Da qui ebbe inizio la storia di Venezia: quando la paura condusse gli abitanti di Altino a rifugiarsi nelle isole della laguna e a realizzare le prime palafitte, quando in pochi decenni dal nulla sorse la prima ed ultima città sull'acqua della storia. Il segno lasciato dagli antenati dei veneziani, gli altiniani, è lasciato dai resti archeologici del I secolo a.C. presenti al Museo Archeologico Nazionale del paese. Reperti provenienti in gran parte dalle necropoli. L'area degli scavi all'esterno dell'edificio permette di osservare anche resti di strade e di edifici d'età romanica.

Un'altra manciata di chilometri di percorrenza ci consegnano alla frazione di Meolo, comodamente adagiata sulla prosperità di una collina alluvionale, tra lo scorrere del fiume Sile da un lato e del fiume Piave dall'altro. Tra i paesi della Porta Est Meolo vanta le origini più antiche, lo testimoniano i ritrovamenti di resti archeologici risalenti all'età del bronzo. La frazione deve però la sua struttura attuale all'influenza romana dei primi secoli a.C.

Poco distante da Meolo, la località Musile di Piave collegava un tempo Roma ad Aquileia grazie al passaggio di Via Annia, tutt'oggi luogo di ritrovamenti archeologici come anfore, vetri e oggettistica romana. Il canale Fossetta fu costruito nel 1483 per collegare più rapidamente Musile a Venezia, rendendola ancor più accessibile alla sua Porta Est. Solo in età napoleonica la frazione divenne comune autonomo. In occasione della Grande Guerra fu rasa al suolo e dovette attendere la ricostruzione del primo dopoguerra per risorgere in forme neogotiche.