

Tutte le zone di Venezia dove è possibile ed è consigliato visitare la città con il vaporetto
Muoversi con i vaporetti a Venezia
Venezia viene denominata "Città d'acqua" nel senso che il suo tessuto urbano è non solo attraversato da vie d'acqua ma ne è anche completamente circondato. La forma urbana della città è paragonabile ad un grande pesce, caratterizzata da due peculiari e unici sistemi di viabilità: quello, come visto, delle vie d'acqua, e quello dei percorsi esclusivamente pedonali.
In questo ambiente, unico al mondo, il trasporto pubblico è garantito da una rete di collegamenti acquei che si sviluppano, attraversando o circumnavigando Venezia, fino a raggiungerne i punti più distanti: le isole della Laguna.
A Venezia il mezzo di trasporto pubblico più importante è sicuramente il vaporetto, a volte impropriamente chiamato traghetto, grazie al quale si può spostarsi via acqua in tutte le zone ed i sestieri di Venezia. Migliaia di turisti ogni giorno ricorrono al vaporetto per spostarsi e raggiungere le proprie mete, senza dover macinare chilometri di calli e ponti.
Il vaporetto normalmente è un imbarcazione in grado di ospitare centinaia di persone, tra posti coperti e scoperti, divisi tra la zona con posti a sedere, normalmente chiusa, e i posti in piedi all'esterno.
La rete di vaporetti è in grado di collegare ogni parte di Venezia, compreso il Lido di Venezia e le altre isole minori. Sono organizzati in modo da essere disponibili continuamente con tempi di attesa contenuti, soprattutto nelle fasce orarie più frequentate da lavoratori e studenti. La frequenza delle corse in una determinata linea varia anche in funzione della frequentazione della linea stessa.
Ovviamente i vaporetti che congiungono la stazione ferroviaria di Santa Lucia e la stazione degli autobus ai principali siti turistici, come ad esempio Piazza San Marco, oppure il collegamento con l'aeroporto internazionale Marco Polo, hanno un flusso di percorrenza molto intenso.
Agli imbarcadero, posti lungo le arterie d'acqua veneziane, è possibile acquistare i biglietti per la corsa in vaporetto, con costi variabili a seconda che si scelga percorsi di sola andata, oppure già i classici A/R.
Per i residenti o per quelle persone che frequentano Venezia molto spesso per motivi di studio, lavoro o per altre ragioni, sono disponibili delle tariffe agevolate per usufruire di questo fondamentale mezzo di trasporto pubblico.
La storia
E' nel 1881 che a Venezia ha inizio un regolare servizio di linea con mezzi a propulsione meccanica.
Nell' autunno di quell'anno infatti, in occasione del "Congresso di Geografia", il primo vaporetto, denominato "Regina Margherita", appare sul Canal Grande. Dopo l'esperimento del Regina Margherita viene costituita a Parigi una società anonima con capitale francese sotto il titolo di "Compagnie des bateaux Omnibus" la quale, ottenuta la concessione di esercitare la linea del Canal Grande, dà corso alla costruzione di otto battelli presso i cantieri francesi di Rouen. Così, attraversando la Francia per il Canale della Linguadoca e circumnavigando l'Italia, i primi otto vaporetti giungono da Rouen a Venezia. L'iniziativa dapprima viene avversata dai gondolieri che vedono nei vaporetti dei terribili concorrenti. Ben presto però i vantaggi introdotti dal nuovo mezzo di trasporto non mancano di rendersi evidenti e le critiche inizialmente manifestate dai cittadini veneziani si trasformano in vero entusiasmo.
Nel 1890 alla Società Francese subentra la Società Veneta Lagunare che estende il servizio anche alle zone della Laguna esterne alla Città assicurando i collegamenti con Fusina, San Giuliano, Chioggia, Cavazuccherina, e Torcello. Il Consiglio Comunale nel 1903 propone di assumere direttamente la gestione dei servizi di navigazione interna a vapore e, dopo aver sondato il parere della popolazione con un referendum, costituisce l'Azienda Comunale per la Navigazione Interna (ACNI). L'ACNI rileva quindi dalla SVL tutte le linee di navigazione interna acquistandone anche la flotta che ad esse era adibita (ventitre unità con una capacità di trasporto di 2.860 passeggeri al giorno). La situazione rimane poi invariata per 26 anni.
Il giorno 1 gennaio 1930 il Comune di Venezia acquista in blocco le quattordici unità della Società Veneta Lagunare adibite alle linee di Chioggia, Burano e San Giuliano. L' ACNI diventa ACNIL (Azienda Comunale di Navigazione Interna Lagunare) e, a fine anno, vanta cinquantasette unità in grado di trasportare 11.750 passeggeri. Nello stesso periodo vengono completati i lavori per la costruzione del Rio Novo. Per consentire il transito attraverso questo nuovo canale (che abbrevia notevolmente i tempi necessari per raggiungere San Marco dal terminal automobilistico di Piazzale Roma) l'ACNIL realizza otto singolarissimi motoscafi, particolarmente maneggevoli. Ad essi viene dato il nome di altrettanti illustri palazzi veneziani. E' in quest'epoca che si accentuano le polemiche sui danni provocati alle fondazioni dei palazzi dal moto ondoso. Iniziano così le ricerche e gli studi finalizzati a limitarne incidenza nociva. Si sperimentano eliche prodiere ideate in Germania, si applicano ai motoscafi del Rio Novo palette correttive della scia lasciata dai propulsori, ma soprattutto si studiano e si realizzano nuove carene che alla fine danno ottimi risultati nel contenimento del fenomeno del moto ondoso. Da questo momento in poi gli studi e le sperimentazioni per limitare il moto ondoso saranno un costante impegno delle Aziende Pubbliche di Trasporto di Venezia.
Dal 10 giugno 1940 (data di inizio della seconda guerra mondiale) la Regia Marina e l'Esercito requisiscono una gran quantità di mezzi navali. Finita la guerra, quando verrà il momento di pensare alla ricostruzione, l'ACNIL ne ritroverà molti affondati, naufragati, mitragliati, in giro per l'Italia. Il piroscafo Torino viene trovato affondato nei pressi di Messina. Il piroscafo Roma viene ricuperato dopo l'affondamento nel Canale della Giudecca. La motonave Aquileia , anch'essa affondata, viene recuperata a Livorno. La motonave Altino viene ritrovata, affondata, nel porto di Marsiglia. Altre decine e decine di unità navali vengono recuperate nella Laguna Veneta.
Dopo la guerra l'Azienda decide di organizzare col proprio personale la ricostruzione della flotta. Viene quindi predisposto un particolare programma tecnico-finanziario per i lavori di riparazione e ricostruzione, programma che viene poi regolarmente attuato. Si trasformano motonavi e piroscafi, si costruiscono approdi, pontili e pontoni. Si costruiscono vaporetti e motoscafi e nel 1950 vengono ristrutturati tutti i servizi.
Dal 1 gennaio 2001 Actv si è trasformata in società per azioni. Il capitale sociale è stato stabilito in 46.763.200 Euro per numero di 467.632 azioni dal valore nominale di lire 193.627 (pari a 100 Euro ognuna). La società è a prevalente capitale pubblico locale. Attualmente Actv S.p.A. possiede circa 150 imbarcazioni. Produce oltre 500.000 ore di moto di navigazione.
A partire da gennaio 2006 gli uffici aziendali si sono trasferiti nella nuova sede direzionale presso l'Isola Nova del Tronchetto 32.